Prana – Apana e le tre Contrazioni

 

Una Tecnica per il Risveglio della Kundalini
Yogi Bhajan

 

 

Prana è la forza vitale intrinseca d’ogni atomo che compone noi, e anche tutto l'universo. Apana è la forza vitale d’eliminazione operante a tutti i livelli, sia grossolani sia sottili, in cui si eliminano energia negativa e scorie. Allo scopo di parlare del risveglio dell'energia Kundalini, definiamo il prana come "l'aria vitale" al di sopra dell'ombelico, e l’apana come "l'aria vitale" al di sotto di esso. Ci sono 72.000 correnti nervose principali che s’irradiano dall'ombelico e terminano nelle mani e nei piedi. Nello yoga sono chiamate Nadi. Attraverso queste “strade” il prana è portato in tutte le parti del corpo. Tre di questi 72.000 nervi sono particolarmente importanti: Ida, Pingala e Sushumna. Ida e Pingala partono rispettivamente dalla narice sinistra e destra e scorrono lungo tutta la spina dorsale verso il basso attraversando i vari chakra (centri di trasformazione della coscienza). Sushumna ha origine alla base della spina dorsale dove le tre nadi s’incontrano, e percorre verso l'alto il centro della colonna vertebrale fino alla cima della testa. Questo centro che sta alla base della spina dorsale, è chiamato il trono della Kundalini ed é il luogo dove l'energia vitale - la Kundalini - giace addormentata. Ida (l’apana) rappresenta il prana con carica negativa o l'energia lunare che elimina le scorie del corpo ed ha un effetto calmante, rinfrescante e ristoratore sulla mente e sul corpo. Pingala (il prana) porta l'energia con carica positiva solare che è energizzante, purificatore e produce calore. La parola Hatha, si compone di "Ha" che significa sole e di "Tha" che significa luna. La Kundalini non si risveglierà finché le due energie, prana (positiva) e apana (negativa), non saranno integrate ed equilibrate nel chakra radice. E’ necessaria la forza contrapposta delle due energie che stimolano la Kundalini per risvegliarla e provocarne l'ascesa lungo Sushumna che viene anche chiamata la Corda d'Argento. Cosi inspirando e trattenendo il respiro, il prana è convogliato in basso verso il chakra dell'ombelico, mentre l'apana, espirando e trattenendo fuori il fiato, è portato dal primo chakra su verso l'ombelico. L'incontro e l'unione delle due forze crea un enorme calore nel chakra dell'ombelico, non è un calore "caldo", ma un calore "bianco". La combinazione delle energie è spesso descritta come il filamento di Sushumna, perché é come se Sushumna si accendesse come il filamento in una lampadina che è attaccata all'improvviso alla presa di corrente. Rispondendo al controllo del respiro e alla direzione della mente, le energie integrate lasciano il chakra dell'ombelico e scendono al primo chakra dove stimolano la Kundalini. Ulteriori respirazioni e l'azione della volontà, con il potere della Kundalini, provocano l'elevazione della forza che giunge a caricare i centri di coscienza più alti (chakra). In questo modo gli aspetti più grossolani dell'energia possono essere trasformati in forme più elevate. L'energia non si crea né si distrugge, quel che realmente fa è cambiare di forma (prima legge della termodinamica). Affinché questa energia possa scorrere, alcuni blocchi e impurità che impediscono il libero fluire dell'energia nervosa devono essere rimossi e i canali devono essere puliti. Il potere del respiro e del mantra congiunti con diverse posizioni e contrazioni sono molto efficaci a questo scopo. Il Kundalini Yoga insegna che per elevare l'energia attraverso Sushumna, il praticante può applicare delle contrazioni idrauliche, il che implica una cosciente applicazione della pressione. Tale pressione è necessaria per elevare la Kundalini e il prana-apana dai centri inferiori e incanalarli attraverso Sushumna verso l'alto. La pressione nel primo chakra manda la forza di apana-Ida verso l'alto fino al chakra dell'ombelico. Per mezzo della contrazione idraulica del diaframma la stessa forza è mandata ancora più in alto fino al chakra del collo. Di lì la contrazione del collo la porta fino al cervello completandone il tragitto. Per stimolare la ghiandola pineale (seggio dell'anima), il decimo cancello (o chakra della corona) sulla cima della testa deve essere "dissigillato". In circostanze normali il cancello rimane chiuso. Ma quando il calore della Kundalini cresce, la ghiandola pineale comincia a trasmettere delle radiazioni e a proiettarle verso la pituitaria. La pituitaria a sua volta proietta impulsi di visioni a colori cosmiche. Quando sia la pituitaria che la pineale sono stimolate e si uniscono nel matrimonio mistico nel terzo ventricolo, il terzo occhio, il cancello del chakra della Corona, si apre. In questo modo il processo della kriya sembra molto semplice, attraverso il pranayama si libera il prana nel chakra dell'ombelico dove si mescola con l'apana ascendente dal chakra radice, le due energie s’integrano e la loro essenza è proiettata nuovamente verso il basso fino al chakra radice. Da li sia la Kundalini che la forza pranica si elevano attraverso Sushumna. Bisogna avere due precauzioni: 1) La spina dorsale deve essere tenuta assolutamente diritta. 2) Le tre contrazioni devono essere praticate inizialmente sotto la guida del maestro perfetto o di un insegnante di Kundalini Yoga.

La Contrazione della Radice
La contrazione applicata più frequentemente è la contrazione della radice, chiamata Mulabandha (pronuncia mulband). Coordina, stimola ed equilibra l'energia del retto, degli organi sessuali e dell'ombelico. E’ praticata in tre movimenti separati. Il primo consiste nel contrarre il muscolo sfintere dell'ano, tirandolo in dentro e verso l'alto, come se si cercasse di impedire un’evacuazione. Poi c'è la contrazione degli organi sessuali che sono tirati verso l'alto, come per impedire il flusso dell'urina nel tratto uretrale. Infine, si contrae l'ombelico o i muscoli addominali spingendoli in dentro verso la spina dorsale. Contraendo quasi simultaneamente il muscolo rettale, gli organi sessuali e l'ombelico, le due principali energie, prana e apana, sono liberate. La contrazione mescola queste sostanze in un'unica energia che è stimolata ad ascendere attraverso la spina dorsale. La contrazione della radice svolge due funzioni: porta simultaneamente la forza di apana-Ida verso l'alto fino al centro dell'ombelico e la forza pranica positiva di Pingala verso il basso fino all'ombelico. Qui le due energie, positiva e negativa, si uniscono. La loro combinazione genera calore psichico che scendendo al chakra della radice libera l'energia Kundalini. Per questo la contrazione della radice è molto importante. Nelle scritture Indù è detto: "Premete i talloni contro il perineo e contraetelo con forza. Portate l'apana verso l'alto. Questo è conosciuto come Mulabandha". E, cosi continua la scrittura: "L'azione verso il basso dell'apana dovrebbe essere diretta verso l'alto dalla contrazione del perineo. II mulabandha porta l'unione di prana e apana e nahd e hindu. Questo porterà la perfezione nello yoga. Su questo non c’é dubbio". Questa scrittura si riferisce al livello di prana utilizzato per fornire l'energia per il mantenimento del corpo. Il prana è fornito dal cibo e dall'aria. Il prana permea tutta la nostra atmosfera. Quando si parla di equilibrare prana e apana, si fa riferimento all'equilibrio tra le energie del corpo che entrano ed escono. Nel caso del pranayama, l'equilibrio tra l’inspirazione e l’espirazione permette la ritenzione del respiro. "L'apana si muove verso l'alto e quando raggiunge il cerchio di fuoco (Manipura, chakra dell'ombelico), la fiamma si allunga e raggiunge Anahata, il chakra del cuore". "Quando l'apana e il fuoco s'incontrano al chakra dell'ombelico, il prana si riscalda. Questo aumenta il fuoco della digestione. Il materiale di combustione di questo fuoco, prana e apana, provoca il risveglio della Kundalini dormiente che si erge diritta come un serpente colpito da un bastone. La Kundalini entra nella Brama-nadi nello stesso modo in cui un serpente entra in un buco. Uno yogi dovrebbe quindi praticare Mulabandha (la contrazione della radice) ogni giorno. Coloro che desiderano attraversare l'oceano del Samshara (mondo dell'illusione) dovrebbero praticare questo Mulabandha in un luogo solitario. La pratica porta il controllo del prana che si trova nel corpo. Fatelo in silenzio. Con la cura e la determinazione, ogni pigrizia svanirà". Nella pratica del Mulabandha, la contrazione della radice, le contrazioni dovrebbero essere fatte in quel punto fisico esatto del chakra della radice che è leggermente diverso, per posizione, nell'uomo e nella donna. Nell'uomo il chakra della radice si trova nel perineo, fra l'ano e gli organi sessuali. Nella donna, la contrazione dovrebbe essere applicata nella cervice, dove s’incontrano la vagina e l'utero. La contrazione dell'ano è generalmente effettuata per errore. E' solo parte della contrazione del Mulabandha, anche se nella pratica del Mulabandha l'ano e gli organi sessuali sono cosi vicini che si contraggono insieme automaticamente. Cercate comunque di localizzare il centro esatto e di applicare la contrazione. Se siete in dubbio, la contrazione dell'ano e degli organi di riproduzione sarà in generale sufficiente. Gli asana più indicati per il Mulabandha, o contrazione del chakra della radice, sono il Siddhasana per gli uomini e il Siddhayoni asana per le donne. In ciascuno di questi asana il tallone destro si trova di fronte ai genitali come per chiudere l'orifizio. Il tallone sinistro è infilato sotto la piega del ginocchio destro. Questa pressione migliora la contrazione fisica del Mulabandha. Ancora una volta se siete in dubbio, tenete il tallone premuto fermamente contro l'ano o gli organi genitali, o anche in mezzo. Se non potete sedervi in nessuna di queste due posizioni, sedete sul pavimento sui talloni e cercate di fare pressione con un tallone contro gli organi genitali. Cercare di indirizzare la Kundalini verso l'alto per mezzo della contrazione della radice aiuta a trasformare l'energia sessuale. Il flusso naturale dell'apana é verso il basso. Mulabandha rovescia il flusso e lo porta a salire e ad incontrare le correnti del prana che scendono fino al chakra dell'ombelico. La loro collisione nel chakra crea una frizione che accende un fuoco. In varie parti del corpo si può sentire del calore. L'aria vitale riscaldata fluisce verso il basso sotto la pressione del pranayama e provoca il risveglio e il dispiegamento della Kundalini che sale attraverso Sushumna come un serpente.

La Contrazione del Diaframma
La seconda contrazione, chiamata Uddiyanabandha, è la contrazione del diaframma. Si compie tirando il diaframma in alto verso il torace, la zona tra il collo e l'addome racchiusa dalla cassa toracica. Gli organi addominali superiori sono tirati in dentro verso la spina dorsale e si viene a creare una cavità. La pressione applicata crea un massaggio gentile ai muscoli del cuore. La contrazione del diaframma permette alla forza pranica di elevarsi facilmente attraverso Sushumna. La contrazione del diaframma dovrebbe essere applicata aritmicamente mentre si cantano i mantra durante le meditazioni.

La Contrazione del Collo
La terza contrazione fondamentale chiamata Jalandharabandha o contrazione del collo. Si pratica abbassando il mento e sollevando tendendo la parte posteriore del collo fino ad allinearla completamente con la spina dorsale. Il mento e la gola sono contratti insieme. In questo modo la testa resta orizzontale e non oscilla né avanti né indietro. Con il mento contratto in questo modo, la spina dorsale e il collo, completamente allineati, permettono il flusso di energia pranaapana tra il chakra della radice e i centri ghiandolari del cervello. Quando si praticano i kriya dello yoga, si genera un’enorme energia che produce il calore psichico che apre Sushumna, il canale o nadi della corda spinale, come anche le nadi Ida e Pingala. Quando questi canali si aprono improvvisamente, può manifestarsi un improvviso cambiamento della pressione sanguigna e lo studente può provare un senso di vertigine. Se si applica la contrazione del collo, questa sensazione passerà. Se non si applica la contrazione, le forze praniche ascendenti possono entrare nel cervello con forza e sparpagliarsi come in seguito ad una leggera esplosione che crea una pressione e un disagio notevoli, non solo nei centri del cervello, ma anche nelle orecchie e dietro gli occhi. E’ importante applicare la contrazione del collo durante ogni pratica meditativa. Se è applicata correttamente, la tiroide, la paratiroide e la ghiandola pituitaria cominciano a produrre una secrezione. L'applicazione della contrazione del collo permette alla Kundalini in ascesa di permeare le cellule del cervello e i centri chakrici del cervello. Se non siete certi di potere mantenere la schiena diritta e la contrazione del collo, meditate stando seduti contro un muro, usando quest’accorgimento solo come misura per mantenere la schiena eretta e la testa allineata con la spina. Si tende, infatti, a lasciare cadere la testa in avanti, impedendo in questo modo che il flusso della kundalini acceda alle cellule del cervello e al Terzo Occhio.

La Triplice Contrazione
Mahabandha (pronuncia mahaband) consiste nell’applicazione simultanea delle tre contrazioni –radice, diaframma, collo- applicando le tre contrazioni, i nervi, le ghiandole ed i centri di forza chakrica sono sottoposti ad un processo di ringiovanimento.

Yogi Bhajan