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Nasce
agli inizi degli anni '80 e dopo aver condiviso gli insegnamenti
dello yoga in posti di fortuna quali parchi pubblici, scantinati
e negozi vari, dove semplicemente chi voleva poteva liberamente
fermarsi a condividere anche solo per una volta l'esperienza
dello yoga, trovò ospitalità in uno dei quartieri della
periferia romana classificati come "difficili - a rischio". |
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Fu un'esperienza esaltante, confrontarsi giorno dopo giorno con
la diffidenza, l'incredulità, ma anche con la solidarietà ed il
calore tipici di chi ha subito l'onta dell'emarginazione. In poco
tempo l'accettazione da parte del quartiere è stata sostituita
dall'integrazione e la Comunità diventò una realtà socio-culturale. |
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Risalgono infatti a quegli anni gli Yoga Meeting, giornate di
musica, dibattiti, conferenze, aperte a tutti dove si
affrontavano tematiche all'epoca nascenti come per esempio il
teatro sperimentale, lo shiatsu, l'omeopatia, l'astrologia karmica, le filosofie orientali in genere, il tutto poi si
concludeva festosamente con la distribuzione gratuita di squisito cibo
vegetariano che era stato preparato in precedenza da tutti i
membri della Comunità. |
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Tale iniziativa che era destinata a
crescere sempre più, formò una nuova consapevolezza nei membri
della Comunità che poi in seguito avrebbe inciso profondamente
sulla struttura interna della Comunità stessa. La condivisione,
la partecipazione libera, la mancanza di schemi rigidi di
identificazione di ruoli, sperimentate in quegli anni saranno la strada principale che l'esperienza comunitaria porta ancor oggi
avanti. Niente rituali, assenza di autorità precostituite ma
libertà e responsabilità del bene comune.Dopo poco inevitabilmente l'interesse crebbe in modo vertiginoso
e all'attività di quartiere si affiancò quella della diffusione
prima a carattere regionale e poi nazionale; interviste su
quotidiani e magazine, radio e televisioni private e nazionali,
contribuirono a far conoscere i dettami di questa nuova realtà
emergente del panorama culturale "alternativo" della
New Age. |
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Gli anni '90 poi si aprono con un duplice cambiamento: la sede
principale si sposta (non per scelta, ma per obbligo) in una zona
più centrale e meglio servita dai servizi pubblici, e (non per
obbligo, ma per scelta) il rapporto con la gente diventa più
personale e non più mediato da carta e tv.
L'esperienza diretta
e non più "fiumi di parole" porterà la Comunità ad
invitare chiunque voglia a fare esperienza diretta ai suoi
incontri e feste. La voglia di trasgressione della Comunità nei
confronti della visione di un mondo troppo pulito e perfetto del
panorama New Age, che privilegia solo una stretta elite di
conoscitori culturalmente preparati e mentalmente ben disposti,
la condurrà ad organizzare eventi e feste nei luoghi
generalmente reputati dissacranti per l'elevazione della
coscienza quali discoteche alla moda (mitico il raduno per la
celebrazione del solstizio estivo al Gilda on the Beach di
Fregene -Rm-), o la meditazione in piazza (grandiosa quella a P.zza
Santa Maria in Trastevere dove si è formato un cerchio
meditativo spontaneo con centinaia di persone).
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È da inserire in quest'ottica l'apertura su strada di una libreria specializzata in testi esoterici dove l'incontro con la
gente diventa quotidiano, costante, senza formalità. Un punto in
cui si è direttamente rintracciabili, senza "filtri"
di convegni, conferenze, meeting ecc. All'interno della libreria
inoltre era stato concepito un ampio spazio adibito a sala
conferenze dove poter ospitare chiunque volesse condividere la
sua conoscenza con altri, senza distinzioni di "strade"
e "sentieri". Riguardo ciò si ricorda la prima
riunione nazionale delle comunità spirituali e di vita italiane
con una massiccia e coinvolgente partecipazione di tutti i
rappresentanti.A fronte di una continuo e crescente interesse per gli
insegnamenti della Comunità Yoga Dharma, nacque l'esigenza di
preparare validi e completi insegnanti che potessero garantirne
la loro purezza e correttezza.
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Questa necessità fece prendere corpo alla "Scuola per
insegnanti Yoga" riconosciuta dalla Comunità Yoga Dharma.
Questo evento decretò un sostanziale cambiamento all'interno
della Comunità, infatti non era più sufficiente condividere gli
insegnamenti ricevuti, ma nasceva l'esigenza di approfondire,
studiare, dibattere, viaggiare (i viaggi in India organizzati
dalla Comunità Yoga Dharma sono annuali), insomma sperimentare
direttamente ed in profondità. Questo nuovo impulso alzò notevolmente il livello di tutti i
membri della Comunità, la qualità crebbe e questa portò sempre
più persone ad avvicinarsi all'autentico sentiero dello Yoga
secondo gli insegnamenti della Comunità Yoga Dharma. Videro la
luce così nuovi centri di yoga e i corsi già numerosi si
moltiplicarono.
I
pochi insegnanti diplomati (per formare un
insegnante riconosciuto ci vogliono almeno 5 anni di duro,
intenso e continuo corso di specializzazione
e non tutti ce
la fanno) si impegnarono a volte al di là delle loro stesse
forze.
A questo punto una nuova esigenza si presentava all'orizzonte: il
desiderio di una "casa comune", un posto ove ogni
studente potesse riconoscersi al di là del centro yoga di
provenienza. In altri termini di un Ashram
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